C’è una differenza sottile, ma precisa, tra uno spazio che funziona e uno spazio che ti fa stare bene e sentire davvero a casa. Spesso non riguarda i materiali utilizzati né il budget, o la notorietà o meno dei brand utilizzati ma riguarda lo sguardo di chi l’ha progettato e da dove parte quello sguardo.
In occasione dell’8 marzo abbiamo scelto di raccontare la visione unica di tre donne che hanno cambiato, in modi molto diversi tra loro, il modo in cui abitiamo lo spazio: Gae Aulenti, Lina Bo Bardi e Patricia Urquiola. Tre donne architetto vissute in epoche diverse ma con qualcosa in comune che vale la pena capire, perché si può applicare, in scala più piccola, anche alla progettazione delle nostre case.
Gae Aulenti — La semplicità prima di tutto
Gae Aulenti è stata una delle voci più autorevoli dell’architettura italiana del secondo Novecento. Ha trasformato la Gare d’Orsay di Parigi in museo (1980–86), ha lavorato sulle Scuderie del Quirinale, su Palazzo Grassi. Spazi enormi, complessi da affrontare perché carichi di storia. Eppure nei suoi progetti non si percepisce mai il peso. Come mai?
Lei stessa lo spiegava così: “Non ricerco il minimalismo, semmai la semplicità… è una cosa molto differente.”
È una distinzione che secondo noi vale anche in casa. Il minimalismo (di cui abbiamo parlato anche qui) toglie elementi ma la semplicità ordina e lascia respirare gli spazi. Ma non è tutto: chi progetta con in testa la semplicità, pensa sempre a come si muove chi entra in un ambiente: dove appoggia le cose, dove si ferma, dove si riposa, dove lavora… Non è una questione di arredi è una questione di regia e di come si vivono gli spazi.
Lina Bo Bardi — L’architettura è cosa viva
La nostra seconda protagonista, Lina Bo Bardi, nasce a Roma nel 1914, ma trova la sua voce in Brasile. Il MASP di San Paolo, sospeso su quei pilastri rossi sopra l’Avenida Paulista, è diventato un’icona. Il SESC Pompéia, ricavato da una fabbrica dismessa è uno spazio dove ogni giorno centinaia di persone si incontrano, giocano e riposano. Non è solo architettura da guardare ma è architettura da usare. Per lei, uno spazio non finisce quando il progettista consegna le chiavi: finisce (o meglio, inizia davvero) quando le persone ci entrano e lo fanno loro.
Cosa significa portare questa idea in casa? Significa progettare per la vita reale, non per creare una casa perfetta da fotografare. Uno spazio che può cambiare funzione (il tavolo che diventa scrivania, il divano che accoglie anche gli ospiti dell’ultimo minuto) è un alleato, non un problema da nascondere. E i materiali che invecchiano bene, che portano i segni del tempo senza sembrare trascurati, raccontano qualcosa di vero su chi ci abita.
Patricia Urquiola — Il design è un dialogo con la materia
Nata in Spagna, cresciuta professionalmente a Milano, Patricia Urquiola ha costruito un linguaggio che attraversa il design di prodotto e l’architettura d’interni. Il suo lavoro si riconosce spesso per la sensorialità e la materia: superfici che invitano al tatto, tessuti che hanno peso e calore, luci che non illuminano soltanto ma cambiano l’umore di una stanza.
In un’intervista a Wallpaper* ha detto: “La forma non dovrebbe essere l’obiettivo principale del design… [il mio lavoro è] un dialogo con la materia.”
È un’idea che in casa si traduce in scelte concrete: preferire una finitura opaca a una lucida non è solo estetica, è una sensazione diversa sotto le dita. Curare l’acustica (i tessuti che assorbono il suono, i tappeti che ammorbidiscono i passi, come abbiamo detto qui) cambia la qualità della vita in modo che non sempre si riesce a spiegare, ma si sente.
L’ispirazione che rimane
Aulenti, Bo Bardi, Urquiola sono tre donne che hanno lavorato su scale molto diverse dalla nostra cucina o dal nostro salotto. Eppure quello che ci lasciano è qualcosa di direttamente applicabile: uno sguardo che parte dalla vita, non dall’immagine.
Ogni volta che uno spazio lavora con te invece che contro di te (che ti fa trovare le cose al posto giusto, che ti fa sentire a tuo agio senza capire bene perché) c’è dietro una di queste illuminanti ispirazioni.
Le nostre designer ci lavorano ogni giorno, su misura per ogni casa e per chi la abita. Se vuoi raccontarci il tuo spazio, siamo qui.
